Asse

Monete romane in bronzo

asse
Asse

Periodo repubblicano

L’asse fu l’unità principale della monetazione romana in bronzo. Le prime grandi emissioni fuse sono dette aes grave; la loro storia si affianca ad altri impieghi monetari del bronzo e alle emissioni d’argento. Il rapporto iniziale con la libbra romana è ponderale: le successive riduzioni di peso non trasformano ogni asse in una nuova frazione nominale.

Furono prodotte varie serie di questa moneta in bronzo, la prima delle quali fu quella detta di "Giano e Mercurio", dalle immagini delle divinità che apparivano sulla moneta stessa, oltre al segno ("marca") "I" che stava ad indicare il valore di "un asse".

Durante il periodo repubblicano, intorno al 225 a.C. e contemporaneamente all'introduzione del quadrigato, fu introdotta la serie "della prua", chiamata così dalla prua di una galea che era rappresentata sul retro della moneta.

aes grave aes grave

L'ultima serie di asse fu invece quella detta della "ruota", a causa della ruota a sei raggi che era rappresentata sul retro.

Sottomultipli dell'asse

L'asse aveva delle frazioni che erano organizzate con un sistema duodecimale basati sull'oncia, anche questo un valore del sistema di pesi romano; i sottomultipli dell'asse sono riportati nella seguente tabella, che elenca anche le immagini rappresentate sul dritto e la marca utilizzata per indicarne il valore rispetto all'asse o all'oncia:

Moneta Valore rispetto all'asse Valore rispetto all'oncia Immagine Marca
Asse 1 asse 12 once Giano bifronte I
Semisse 1/2 asse 6 once Saturno S
Triente 1/3 di asse 4 once Minerva con elmo quattro globuli
Quadrante 1/4 di asse 3 once Ercole tre globuli
Sestante 1/6 di asse 2 once Mercurio due globuli
Oncia 1/12 di asse 1 oncia Roma un globulo

Il semisse (in latino semis, plurale semisses) era la moneta in bronzo che valeva la metà di un asse, cioè sei once. Il suo valore era indicato da una 'S' sul retro che riportava anche l'immagine di una prora di nave, mentre sul fronte la moneta riportava l'immagine di Saturno. Anche il semisse inizialmente era fuso e cominciò ad essere battuta poco prima della Seconda Guerra Punica (218-201 a.C.). Il semisse fu emesso raramente nel periodo dell'Impero Romano, cessando di essere coniato durante l'impero di Adriano (117-138 d.C.).
Per quanto riguarda le monete bizantine, il semisse era la moneta che valeva la metà di un solido.

semisse semisse

Il triente (in latino triens, plurale trientes) era la moneta in bronzo che valeva un terzo dell'asse, cioè 4 once. Il tipo più comune di triente aveva al dritto Minerva con quattro globuli, che rappresentavano il valore di quattro once, mentre sul rovescio era raffigurata la prora di una galera.
Non era una moneta molto comune e si cessò di coniarla intorno al 89 a.C..

triente triente

Il quadrante (in latino quadrans, letteralmente "un quarto") era la moneta in bronzo che valeva 1/4 di un asse e quindi 3 once, valore indicato dai tre globuli presenti sulle sue facce. Sul diritto veniva raffigurata la testa di Ercole, mentre il rovescio aveva la solita prora di galea. Dopo l'adozione del sistema semionciale nel 90 a.C., il quadrante fu la moneta di valore inferiore ad essere coniata, continuando ad essere coniato fino al tempo di Antonino Pio (138-161 AD).

quadrante quadrante

Il sestante (in latino sextans) era la moneta in bronzo pari ad un sesto dell'asse, quindi 2 once. Sul dritto della moneta era rappresentato Mercurio, oltre alla marca dei due globuli che ne rappresentava il valore, mentre sul rovescio si aveva la solita prora di galera, anche se nella monetazione dell'Italia centrale si aveva una grande varietà di immagini, come conchiglie, un caduceo, tridenti, cornucopie, cicale ed altro.

sestante sestante

L'oncia (in latino uncia, plurale unciae), con un peso di circa 27 grammi, era la base del sistema duodecimale di sottomultipli dell'asse, con un valore pari ad un dodicesimo di questo e la marca di una piccola sfera. L'immagine più utilizzata per il fronte dopo il 240 a.C. era quella di Roma con l'elmo.
Durante l'Impero, l'oncia fu brevemente coniata anche sotto Traiano (98-117) e Adriano (117-138). In questa fase, il diametro della moneta era di 11-14 mm ed il peso di 0,8-1,2 grammi. Sul dritto c'era la testa dell'imperatore senza iscrizione, mentre sul retro si aveva la dicitura "SC" (Senatus Consulto).

oncia oncia

Altre monete in bronzo coniate a Roma e legate al sistema dell'asse furono:

  • il bes: una moneta che valeva due terzi dell'asse (8 once) e fu prodotto soltanto nel 126 a.C. da C. Cassio;
  • il dodrante: nominale raro del valore di tre quarti di asse, cioè nove once;
  • la quincuncia (in latino quincunx): valeva 5/12 di asse, quindi 5 once. Non apparteneva al sistema standard dell'asse e fu usata soltanto durante la Seconda Guerra Punica (218 - 201 a.C.) e da alcune zecche locali;
  • la semioncia (in latino semiuncia, cioè metà oncia): aveva il valore della ventiquattresima parte dell'asse. Era la moneta in bronzo fusa di valore inferiore del periodo iniziale della monetazione romana. Le immagini più comuni al dritto erano Mercurio o la ghianda (marcata a volte con il simbolo "Σ"), mentre al rovescio normalmente si avevano la prora o il caduceo. E' stata utilizzata fino all'introduzione del denario nel 210 a.C.

Multipli dell'asse

Per quanto riguarda i multipli dell'asse, nella seguente tabella sono riportati i tipi principali:

Moneta Valore rispetto all'asse Valore rispetto al denario
Asse 1
Dupondio 2
Sesterzio 2,5 1/4
Tripondio 3
Quadrusse 4
Quinario 5 1/2
Decusse o Denario 10

Il dupondio (in latino dupondius, cioè due libbre) era una moneta in bronzo fusa che valeva 2 assi (cioè 1/2 sesterzio o 1/8 di denario), anche se il suo peso era in realtà inferiore alle due libbre. Sul dritto della moneta era rappresentata la testa di Roma, mentre sul rovescio una ruota a sei raggi.
Dopo la riforma di Augusto del 23 a.C., il dupondio furono coniati in oricalco, una lega di bronzo color oro, mentre le monete di valore inferiore erano prodotte in rame rosso. Dopo la riforma monetaria di Nerone del 66 d.C., il dupondio fu distinto dall'asse, al quale risultava abbastanza simile, con l'aggiunta di una corona radiata sulla testa dell'imperatore nell'immagine del fronte. L'uso di una corona radiata per indicare un valore doppio di una moneta sull'altra fu usato anche per l'antoniniano (doppio del denario) e nel doppio sesterzio. Il dupondio fu prodotto fino alla fine del III secolo.

Il tripondio era il multiplo che valeva tre assi, contraddistinto dalla marca "III".

Il decusse era la moneta in bronzo che aveva il valore di 10 assi, sostituito successivamente dal denario in argento. Usato a partire dalla riduzione semilibrale dell'asse, come il denario era contraddistinto dalla marca "X" (dieci). E' una moneta molto rara, con un esemplare di 1107 g. conservato al Museo Nazionale Romano.

Il sesterzio ed il quinario erano monete d'argento, in realtà introdotte come frazioni del denario piuttosto che come multipli dell'asse.

Svalutazione dell'asse nel periodo repubblicano

Il valore dell'asse si ridusse progressivamente nel tempo, acquisendo via via il valore delle sue frazioni; le fasi principali dell'asse furono:

  • asse librale: alla sua creazione, con un peso pari alla libra romana (327 g.);
  • asse semilibrale: standard teorico di mezza libbra, circa 163 g;
  • asse sestantale: standard teorico di un sesto di libbra, circa 54,5 g;
  • asse onciale: standard teorico di un’oncia, cioè un dodicesimo di libbra, circa 27,25 g;
  • asse semionciale: standard teorico di mezza oncia, circa 13,6 g. Le cronologie delle riduzioni devono essere riferite alle serie e alla classificazione adottata.

Man mano che l'asse si riduceva di peso, non venne più fuso, ma coniato tramite battitura a martello: questo già avveniva nel periodo dello standard semi-librale per le monete di valore inferiore, come l'oncia e la semioncia.

Le emissioni repubblicane in bronzo conobbero interruzioni e riprese. Il 79 a.C. non rappresenta la fine generale della monetazione romana in lega di rame, ampiamente documentata anche nel periodo imperiale.

Periodo imperiale

Dopo la riforma monetaria di Augusto nel 23 a.C., il peso dell'asse fu ulteriormente ridotto rispetto al valore dell'asse repubblicano (1/30 di libra, pari a 10,91 g.) e venne battuto su rame rosso puro anziché su bronzo (10,90 g).

asse di Augusto asse di Augusto

Data la responsabilità del senato sulla coniazione di monete in rame, queste presentavano sul retro la sigla "SC", che sta per "Senatus Consulto".

L'asse fu la moneta di valore inferiore prodotta con regolarità durante l'Impero Romano e continuò ad essere coniato fino al III secolo d.C., mentre il semisse ed il quadrante non furono più prodotti a partire da Marco Aurelio.

A partire dal III secolo d. C., il nome dato alla moneta romana in bronzo (e all'asse in particolare) nelle province orientali di lingua greca era assarion (plurale assaria).

Per le piccole monete tardoimperiali in lega di rame, quando il nominale non è identificabile con certezza, i cataloghi impiegano spesso classi dimensionali convenzionali, da Æ1 a Æ4. Sono categorie descrittive moderne: le misure della tabella sono orientative, non standard monetari antichi fissi.

Moneta Diametro Peso
Æ1 28mm 8-9g
Æ2 22-25mm 4-5g
Æ3 15-18mm 1,5-2,5g
Æ4 8-12mm 1,15g

dove il simbolo "Æ" sta appunto ad indicare aes. Successivamente questo sistema è stato esteso nella forma Æxx, dove il valore xx indica il diametro in millimetri della moneta considerata.

Vedi anche: unità di peso romane.

Fonte: Münzkabinett di Berlino: bronzo monetario romano.