Il fiorino è una moneta d'oro di 3,54 g coniata a Firenze per la prima volta nel 1252 dopo la Battaglia di Montalcino contro Siena. Il nome deriva dal giglio (flos in latino) riportato sul dritto della moneta, simbolo araldico del Comune di Firenze; sul rovescio compare invece San Giovanni, patrono della città.
Caratteristica fondamentale del fiorino, legata alla potenza commerciale di Firenze, è il ritorno della grande monetazione aurea nell'Europa occidentale dopo la lunga prevalenza dell'argento seguita alla riforma monetaria di Carlo Magno. L'oro era infatti necessario per i commerci con l'Oriente e con il Nord Africa, da cui proveniva gran parte del metallo prezioso.
A partire dalla sua introduzione e per tutto il Rinascimento, grazie alla forza economica di Firenze, il fiorino divenne una delle monete comunemente accettate in tutta Europa. Con motivazioni analoghe, altre potenze commerciali emisero monete d'oro affini, come lo zecchino di Venezia e il genovino di Genova.
Nel 1296 Firenze coniò anche una moneta d'argento chiamata popolino, con valore di 2 soldi o 1/20 del fiorino d'oro; fu coniato anche un fiorino piccolo con valore pari a quello del denaro, cioè 1/12 del soldo.
Il fiorino d'oro da 3,49 g fu coniato anche nel Granducato di Toscana sotto Pietro Leopoldo di Lorena, Ferdinando III e Leopoldo II. Nel resto d'Europa il nome passò ad altre tradizioni monetarie: tra le monete inglesi comparve un florin d'oro e poi una moneta d'argento da due scellini; nelle monete olandesi il fiorino rimase in uso fino al 2002; in Ungheria sopravvive nel nome del forint.