Storia della moneta

Dalle origini all'età contemporanea

Trite lidia in elettro — dritto
Trite lidia in elettro. Foto: CNG, CC BY-SA 3.0; ritagliata e con sfondo modificato.

Nel Mediterraneo antico le prime monetazioni precedono Roma, che sviluppò poi un sistema di grande diffusione. La storia della moneta comprende anche esperienze extraeuropee: questa pagina segue soprattutto i percorsi rappresentati nel sito. La monetazione tardoantica e bizantina trasmise nomi e modelli all’Europa medievale, con cambiamenti di peso, valore e funzione.

Nell’Europa occidentale le riforme carolingie consolidarono il sistema di conto in libbre, soldi e denari. La lira, il franco e la sterlina ne conservano eredità diverse, da seguire nelle rispettive storie senza confondere unità di conto e monete coniate.

Le tradizioni dell’Europa centrale comprendono pfennig, marco ponderale e tallero. I percorsi iberici distinguono Spagna e America ispanica da Portogallo e Brasile. Nell’età contemporanea alcune valute europee sono state sostituite dall’euro nei paesi partecipanti; sterlina e franco svizzero restano valute distinte.

Cronologia sintetica

Le monete greche: città, pesi e diffusione

Dalla Lidia alle città greche

Le prime monetazioni dell’Asia Minore occidentale, fra il VII e il VI secolo a.C., comprendono emissioni della Lidia e delle comunità greche della Ionia. L’elettro, lega di oro e argento, fu usato per monete con un peso riconoscibile e un’impronta dell’autorità emittente. La cronologia delle prime serie resta oggetto di ricerca: non va attribuita a tutte le emissioni una sola data di nascita. Si vedano il progetto dell’Accademia austriaca delle scienze sulla monetazione lidia e il terzo di statere conservato dallo Smithsonian.

Il mondo greco sviluppò molte monetazioni cittadine. Tipi figurativi, legende, metalli e pesi permettevano di riconoscere l’emittente e il sistema adottato. Anche quando le monete circolavano oltre il territorio d’origine, il nome del nominale non bastava a stabilirne il valore: occorre distinguere la città, il periodo e lo standard ponderale.

Dracma, obolo e statere

Le pagine su dracma, obolo e statere approfondiscono i nominali, i diversi standard ponderali e la loro diffusione.

La dracma era divisa in sei oboli; didracma e tetradracma indicavano rispettivamente due e quattro dracme. Il peso della dracma variava secondo il sistema. Il termine statere designava invece un nominale di riferimento il cui peso, metallo e rapporto con la dracma dipendevano dalla monetazione: non è una moneta sempre d’oro, né equivale ovunque a due dracme. Mina e talento erano soprattutto unità ponderali e di conto, da distinguere dai nominali effettivamente coniati.

Principali standard argentei greci: pesi teorici indicativi, non pesi garantiti di ogni esemplare.
StandardNominale di riferimentoPeso indicativo
AtticoDracma / tetradracma4,3 g / 17,2 g
EgineticoDracma / statereCirca 6,1 g / 12,2 g
CorinzioStatere, diviso in tre dracmeCirca 8,6 g

Per il confronto dei pesi e dei nominali: Gods, Goddesses and Flying Horses: A History of Coins in Ancient Greece; per la varietà degli standard e la loro diffusione, la scheda del Museo di Arte Cicladica sullo statere di Paro. Il peso effettivo può differire per produzione, usura e mutamenti dello standard.

Alessandro e la monetazione ellenistica

Le conquiste di Alessandro ampliarono la diffusione della monetazione di standard attico. I tipi emessi nel suo nome continuarono a essere utilizzati dopo la sua morte: nome e immagine non identificano automaticamente l’autorità che coniò un singolo esemplare. La monetazione dei regni ellenistici sviluppò poi ritratti dinastici e proprie scelte monetarie. La Bundesbank presenta uno statere di Seleuco nel nome di Alessandro, utile per distinguere modello, emittente e datazione.

I raccordi con Roma e l’Europa centrale

Un primo percorso passa per la Magna Grecia e la monetazione romano-campana: le emissioni romane dialogarono con nominali e pratiche monetarie greche prima del consolidamento del sistema del denario.

Un altro percorso riguarda le monetazioni celtiche. In Europa centrale sono documentate imitazioni degli stateri aurei di Filippo II di Macedonia, nelle quali testa di Apollo e biga furono rielaborate secondo stili locali. Gli stateri celtici di Arisdorf, studiati da Archäologie Baselland, offrono un esempio concreto del III secolo a.C. L’introduzione di questi modelli viene collegata dalla ricerca anche ai compensi dei mercenari di ritorno dal mondo greco.

Questo raccordo costituisce una base antica per studiare i percorsi centroeuropei. Le successive storie di pfennig e marco, tallero, fiorino e corona richiedono però passaggi medievali e moderni specifici: l’influenza greca sulle monetazioni celtiche non dimostra una discendenza monetaria ininterrotta fino alle valute contemporanee.

Pagine collegate

Per approfondire la struttura dei sistemi di conto e i rapporti tra le diverse tradizioni monetarie europee, consulta anche:

PeriodoNodo principalePagina
Antichità grecaCittà greche e regni ellenisticiMonete greche e raccordi celtici
Antichità romanaRomaMonete romane
Tarda antichitàBisanzioMonete bizantine
Medioevo occidentaleSistema carolingioSistema carolingio
Europa centraleSistema germanicoSistema germanico
Mondo ibericoSistema ibericoSistema iberico
Età contemporaneaEuroMonete in euro