Monete europee
Catalogo delle monete nazionali di Europa
I cataloghi distinguono i paesi dell’eurozona, gli altri paesi che emettono o utilizzano l’euro, gli stati dell’Unione europea fuori dall’eurozona e gli altri paesi europei.
Le monete antecedenti all’euro sono generalmente presentate nell’ultima serie disponibile; per alcuni paesi, fra cui Italia, Vaticano e San Marino, la raccolta comprende più periodi storici.
Le monete europee sono riportate con le loro immagini e le caratteristiche dimensionali e dei materiali utilizzati.
Accanto al paese è indicata la famiglia o il percorso documentato nelle Famiglie monetarie. Il riferimento riguarda una fase o una relazione specifica, non tutta la storia del paese. Per Kosovo e Montenegro il link apre il contesto monetario dell’area e l’uso dell’euro, distinto dal catalogo delle monete serbe. Famiglia, standard metallico, successione di valuta e legame di cambio non sono sinonimi.
Esplora: per nazione · per famiglia e moneta.
Le frecce indicano successioni di valuta, non necessariamente una discendenza comune. In Estonia la corona sostituì il marco estone nel 1928; dal 1992 ebbe anche un cambio fisso con il marco tedesco. In Finlandia circolava il marco finlandese, non una corona: introdotto nel 1860 in rapporto al rublo, passò poi allo standard del franco nel 1878. I percorsi di Lettonia e Lituania riportano il ritorno alle valute nazionali negli anni Novanta, non la loro prima nascita nel 1922. Per la Bosnia il riferimento al marco tedesco indica il cambio fisso iniziale.
Raccordo austro-jugoslavo. Nei territori già austro-ungarici confluiti nel Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, comprendenti Slovenia, Croazia e Bosnia-Erzegovina, la corona austro-ungarica proseguì come corona jugoslava provvisoria e fu convertita nel dinaro nel 1920 al rapporto di quattro corone per un dinaro. Nel sistema comune confluì anche il dinaro serbo, con una propria storia precedente: il raccordo asburgico non va quindi esteso indistintamente a tutti i paesi slavi. Le successive vicende nazionali restano distinte: in Slovenia il tallero, in Croazia il dinaro croato e la kuna, in Bosnia-Erzegovina il marco convertibile inizialmente legato al marco tedesco.
Fonti dei raccordi storici
- Austria: scellino e marco
- Corone scandinave: precedenti in daler
- Corona cecoslovacca: precedente asburgico
- Malta: dalla sterlina alla decimalizzazione
- Finlandia: parità con il franco nel 1878
- Balcani e standard dell’Unione Latina
- Bulgaria: lev alla pari con il franco
- Grecia: adesione all’Unione Latina
- Serbia: sistema del 1873
- Estonia: marco, corona e cambio con il marco tedesco
- Finlandia: marco, rublo e standard del franco
- Lettonia: dal rublo lettone al lats nel 1993
- Lituania: rublo, talonas e litas
- Cipro: cambio con la sterlina
- Croazia: sostituzione del dinaro con la kuna
- Andorra: franco e peseta prima dell’euro
- Kosovo e Montenegro: marco tedesco prima dell’euro
- Polonia: dal marco allo złoty nel 1924
- Albania: franco e lek
- Bosnia: cambio del marco convertibile nel 1998
- Macedonia: dinaro e denar
- Moldavia: cupon e rublo, provvedimento del 1992
- Moldavia: dal cupon al leu nel 1993
- Turchia: dalle emissioni ottomane a quelle repubblicane
- Ucraina: storia della grivnia
- Bielorussia e altre repubbliche: uscita dall’area del rublo
- Banca nazionale croata: corona e unificazione monetaria jugoslava
- Banca nazionale serba: storia del dinaro
- Corona jugoslava: voce di approfondimento segnalata
- Polonia: introduzione del marco polacco nel 1917