Monete austriache
Dal fiorino alla corona, allo scellino e all’euro
Storia monetaria dell’Austria
Prima dell’euro la valuta austriaca era lo scellino, diviso in 100 groschen. La storia nazionale appartiene al percorso del fiorino, della corona asburgica e dello scellino: una successione di riforme, non un’unica valuta rimasta immutata.
Dal fiorino al sistema decimale
Il Gulden, o fiorino, si colloca negli ordinamenti monetari dell’Europa centrale, con rapporti specifici con il tallero. Nel 1857 il fiorino di valuta austriaca fu suddiviso in 100 kreuzer, sostituendo la precedente divisione in 60. Questo fiorino decimale è distinto dal modello aureo fiorentino medievale.
1892: dalla valuta in fiorini alla corona
La riforma austro-ungarica introdusse la corona, divisa in 100 heller, al rapporto di due corone per un fiorino. Le emissioni dei territori austriaci e ungheresi avevano caratteristiche proprie. La corona asburgica non coincide con le corone scandinave. Dopo la dissoluzione dell’impero nel 1918, l’Austria repubblicana attraversò una fase di separazione monetaria e inflazione.
La corona repubblicana prima dello scellino
Dopo la separazione monetaria del 1919, la corona austriaca precedette la riforma dello scellino. I nominali in metallo comune del 1923–1924 riflettono la perdita di valore dell’unità: il passaggio al 1925 va tenuto distinto dalla riforma imperiale del 1892.
Lo scellino della Prima Repubblica
La legge del dicembre 1924 dispose il nuovo sistema dal 1925: uno scellino per 10.000 corone, con cento groschen per scellino. La riforma accompagnò la stabilizzazione dopo l’inflazione. Nel 1938 l’annessione al Terzo Reich interruppe la valuta nazionale, sostituita dal Reichsmark.
1945: ritorno dello scellino e ricostruzione
Ricostituita la Repubblica, lo scellino tornò come unica unità di conto e moneta legale dal 21 dicembre 1945. Il cambio alla pari del Reichsmark e degli scellini militari alleati era soggetto a limiti. Nel 1947 una nuova riforma ridusse la liquidità: non si trattò di una semplice modifica delle monete.
Le serie del dopoguerra comprendono tipi in alluminio, bronzo e argento, seguiti da sostituzioni in metalli comuni. Il catalogo per periodo segue le emissioni decimali dal fiorino fino al secondo scellino; la vista per valore riunisce i diversi tipi dello stesso nominale.
Stabilità monetaria e rapporto con il marco
La politica valutaria assunse il marco tedesco come riferimento dal luglio 1976 e il rapporto si stabilizzò ulteriormente dal 1981. Questo legame di cambio appartiene alla storia moderna: non sposta l’Austria nel percorso del marco. Per i precedenti comuni si veda anche la tradizione monetaria germanica.
Dallo scellino all’euro
L’euro divenne valuta nel 1999; monete e banconote entrarono in circolazione nel 2002. Il cambio irrevocabile è 1 euro = 13,7603 scellini. Le facce nazionali austriache, con fiori, edifici e personaggi, sono illustrate nel catalogo euro.
Fonti: OeNB: storia monetaria · OeNB: catalogo degli scellini. I riferimenti dei singoli tipi sono raccolti nei dati delle sezioni.