Monete del Portogallo
La storia monetaria portoghese passa dal real all’escudo, introdotto nel 1911, e all’euro dal 2002.
Dai réis del Regno agli escudos della Repubblica e all’euro: il catalogo segue le principali fasi della monetazione portoghese. Le tabelle raccolgono le emissioni in oro, argento e metallo comune.
Storia monetaria del Portogallo
Real storico
Il real d'argento, con valore di 10 soldi, fu introdotto nel 1380 da Ferdinando I. Il nome derivava dal latino nummus regalis, cioè moneta del re, ed era già collegato alla tradizione iberica del real castigliano.
Con Giovanni I venne introdotto il real branco, destinato a diventare l'unità di conto del regno. Accanto a esso circolò anche il real preto in rame, di valore inferiore. Nel corso dell'età moderna il real divenne la base del sistema monetario portoghese e del suo impero.
Tra XVI e XIX secolo furono emesse monete in rame, argento e oro in diversi multipli e sottomultipli di réis. Dopo la decimalizzazione del 1837 il sistema rimase fondato sui réis, fino alla sostituzione con l'escudo nel 1911.
Il real portoghese è quindi il passaggio storico fondamentale per comprendere sia la monetazione del Portogallo sia la successiva diffusione del real nel mondo lusofono, in particolare in Brasile.
Prima Repubblica
La proclamazione della Repubblica portoghese il 5 ottobre 1910 rovesciò la monarchia costituzionale di re Manuele II e della dinastia di Braganza, avviando una profonda trasformazione politica ed economica del Paese. Tra le riforme più urgenti e simboliche del nuovo governo provvisorio guidato da Teófilo Braga vi fu la completa rifondazione del sistema monetario nazionale.
Con il decreto-legge del 22 maggio 1911 venne ufficialmente dismesso lo storico Real portoghese, valuta in vigore sin dal regno di Ferdinando I nel 1380 ma ormai fortemente svalutata e contata in migliaia di unità (mil-réis e contos de réis). Al suo posto fu introdotto l'Escudo portoghese (simbolo: $, detto cifrão), con un rapporto di cambio fissato a 1 Escudo = 1.000 Réis (1 mil-réis).
L'escudo venne suddiviso in 100 centavos (1 centavo = 10 réis), allineando il Portogallo al sistema decimale moderno già adottato dalla maggior parte delle nazioni europee. L'unità frazionaria minima prevista fu il mezzo centavo (5 réis).
La nuova monetazione ruppe radicalmente con la tradizione monarchica: i ritratti dei sovrani vennero sostituiti dal busto muliebre della Repubblica con il berretto frigio (modellato dallo scultore Simões de Almeida), dalla figura della Libertà e dallo stemma nazionale repubblicano racchiuso nella sfera armillare.
Tra le emissioni di maggior pregio spicca il celebre 1 Escudo del 1914 commemorativo della Repubblica, coniato in argento 835‰ (25 grammi, diametro 37 mm) raffigurante la Libertà che brandisce una torcia e impugna lo scudo nazionale. Furono inoltre coniate serie in argento da 10, 20 e 50 centavos e 1 escudo (1915-1916), oltre a frazionali in bronzo (1 e 2 centavos) e cupronichel (4 centavos). L'entrata del Portogallo nella prima guerra mondiale nel 1916 provocò una grave crisi inflazionistica: le monete d'argento furono tesaurizzate e ritirate, venendo sostituite negli anni '20 da emissioni di necessità in alpaca e alluminio-bronzo (50 centavos e 1 escudo 1924-1926) fino al collasso istituzionale del 1926.
Estado Novo
Il colpo di stato militare del 28 maggio 1926 pose fine all'instabilità della Prima Repubblica. Nel 1928 la nomina di António de Oliveira Salazar a Ministro delle Finanze (con poteri straordinari sul bilancio dello Stato) e la successiva promulgazione della Costituzione corporativa dell'Estado Novo nel 1933 inaugurarono un lungo periodo di stabilità fiscale, risanamento del debito e centralizzazione monetaria.
La riorganizzazione monetaria del periodo accompagnò il consolidamento del regime autoritario. Occorre distinguere la fase della governo militare, iniziata nel 1926, dall’Estado Novo propriamente detto, fondato sulla Costituzione del 1933. Le emissioni del catalogo attraversano queste due fasi.
La serie ordinaria con caravella comprende 2,50 e 5 escudos in argento 650‰ e 10 escudos in argento 835‰ (1932–1948), poi 680‰ (1954–1955). I 20 escudos appartengono alle commemorative, non alla serie ordinaria con caravella. I frazionali adottano metalli comuni secondo tipo e anno; in particolare i 50 centavos del 1969–1979 sono in bronzo.
A partire dal 1968 l'Estado Novo inaugurò prestigiose monete d'argento da 50 escudos commemorative dei navigatori e della storia nazionale (Pedro Álvares Cabral nel 1968, Vasco da Gama nel 1969, cinquantenario della Banca del Portogallo nel 1971, IV centenario de I Lusiadi di Camões nel 1972), rimaste tra le coniazioni più ricercate del collezionismo moderno.
Terza Repubblica
Il 25 aprile 1974 la Rivoluzione dei Garofani (Revolução dos Cravos), guidata dal Movimento delle Forze Armate (MFA), abbatté pacificamente la dittatura dell'Estado Novo, aprendo la strada alla democrazia pluralista, alla decolonizzazione dei territori d'oltremare (Angola, Mozambico, Guinea-Bissau, Capo Verde, São Tomé e Príncipe) e alla nascita della Terza Repubblica Portoghese.
La fine del regime autoritario e la perdita dell'impero coloniale resero indispensabile un radicale ripensamento dell'iconografia monetaria. I simboli nazionalistici e imperiali vennero progressivamente sostituiti da un design moderno, essenziale e geometrico, incentrato sulla cultura scientifica nautica (l'astrolabio, la bussola, la rosa dei venti), sulla flora e fauna locale e sulle grandi personalità della cultura portoghese.
A causa delle forti pressioni inflazionistiche degli anni '70 e '80, i tagli divisionali in centavos persero qualsiasi potere d'acquisto e vennero rapidamente ritirati. La circolazione si concentrò su valori più elevati in ottone-nichel e cupronichel: 1, 2$50, 5, 20, 25 e 50 escudos.
Nel 1989 e nel 1991 la zecca di Lisbona (Imprensa Nacional-Casa da Moeda) introdusse con grande successo tecnico due monete bimetalliche: i 100 escudos (con anello esterno in cupronichel e tondello centrale in bronzo-alluminio) e i 200 escudos (con anello in bronzo-alluminio e centro in cupronichel), celebranti le navigazioni atlantiche e le esplorazioni colombiane.
Con l'adesione del Portogallo alla Comunità Economica Europea nel 1986 e la successiva ratifica del Trattato di Maastricht, il Paese si qualificò per la prima ondata dell'unione monetaria. Il 1° gennaio 1999 il tasso di cambio dell'escudo fu irrevocabilmente fissato a 1 EUR = 200,482 PTE. Il 1° gennaio 2002 entrarono in circolazione le monete e banconote in euro, e il 28 febbraio 2002 l'escudo cessò definitivamente il corso legale dopo oltre 90 anni di storia.
Percorsi del catalogo
Il catalogo è organizzato in Regno, Repubblica ed euro. Le serie ordinarie della Repubblica sono separate dalle commemorative.
Per approfondire le valute portoghesi, consulta le pagine dedicate al real portoghese e all’escudo portoghese.
Il catalogo comprende le emissioni ordinarie e le commemorative destinate alla circolazione documentate nelle fonti. Sono escluse prove ed emissioni soltanto da collezione. Il confronto delle serie più antiche e delle contromarche è ancora in corso.
Le commemorative in argento della Terza Repubblica sono distinte dalle versioni proof riservate ai cofanetti. Fonti ufficiali: emissioni del 1976 · emissioni oceanografiche del 1997.