Lira

La lira, la moneta dell'unificazione italiana

Le prime lire vengono introdotte in Italia durante il Rinascimento, in sistemi monetari derivati da quello introdotto da Carlo Magno nel 794, basato sulla libra d'argento dalla quale deriva il nome.

La prima lira d'argento nella penisola italiana fu coniata nel 1472 a Venezia dal doge Niccolò Tron, con un valore di 20 soldi; anche a Milano, dal 1474, furono emesse lire d'argento poi dette testoni. Altre monete basate sulla libbra d'argento si diffusero in molte città italiane, tra cui Bologna, Firenze e Mantova.

Nel Piemonte sabaudo la lira fu introdotta nel 1562 da Emanuele Filiberto e, dal 1793, divenne uno dei sistemi decimali più importanti dell'Italia preunitaria. La lira tornò poi in età napoleonica e si affermò definitivamente con il Regno di Sardegna e con l'unificazione italiana, ottenendo corso legale il 24 agosto 1862.

La moneta da 1 lira d'argento pesava 5 g e fu a lungo legata alla convertibilità in metallo prezioso. La stabilità venne però messa in crisi dall'aumento del debito pubblico, dal corso forzoso, dallo scandalo della Banca Romana e poi dalle guerre mondiali. Dal 1893 la Banca d'Italia divenne l'unica autorizzata a emettere moneta.

Ultima tappa fondamentale della lira fu la sostituzione con l'euro, avvenuta con la doppia circolazione iniziata il 1° gennaio 2002 e con il ritiro definitivo il 1° marzo 2002, al tasso di conversione di 1 euro = 1936,27 lire.

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