Statere

Un nominale di riferimento fra Lidia, Grecia e monetazioni celtiche

Lo statere è un nominale di riferimento di diverse monetazioni antiche. Può essere in elettro, argento o oro, con pesi e rapporti di valore differenti. Per identificarlo occorre specificare emittente, metallo, periodo e sistema ponderale.

Le prime emissioni in elettro

Fra le prime monetazioni dell’Asia Minore occidentale figurano emissioni in elettro, una lega di oro e argento, associate alla Lidia e alle comunità greche della Ionia. Le serie comprendono anche frazioni dello statere: una moneta lidia con testa di leone non può essere definita statere intero soltanto in base al motivo figurativo.

Lo Smithsonian conserva, per esempio, una moneta lidia classificata come un terzo di statere. La ricerca sulle prime serie lidie continua a precisarne sequenza e cronologia. Per questo le immagini e le datazioni dei singoli esemplari devono essere distinte dalla storia generale dell’introduzione della moneta.

Statere e dracma

Il rapporto con la dracma dipende dallo standard. Lo statere argenteo eginetico di circa 12,2 grammi corrispondeva a due dracme di circa 6,1 grammi; quello corinzio, di circa 8,6 grammi, era suddiviso in tre dracme.

Questi esempi mostrano perché “statere” non sia sinonimo universale di didracma. Anche quando i pesi sono simili, il metallo e il sistema di conto possono produrre rapporti di valore differenti. Il confronto con l’obolo deve quindi passare attraverso la dracma del sistema considerato.

Gli stateri aurei ellenistici

Le emissioni auree nel nome di Alessandro ebbero grande diffusione e continuarono dopo la sua morte. La Bundesbank conserva uno statere di circa 8,55 grammi, coniato a Babilonia da Seleuco I intorno al 311–305 a.C., ma con il nome di Alessandro.

Il dritto rappresenta Atena con elmo; sul rovescio compare Nike. Il caso illustra una distinzione essenziale per leggere le monete ellenistiche: il nome in legenda, il modello figurativo e l’autorità che produsse l’esemplare non coincidono necessariamente.

Le imitazioni celtiche e l’Europa centrale

Le monetazioni celtiche adottarono e trasformarono anche modelli macedoni. Gli stateri aurei di Filippo II, con Apollo e una biga, furono imitati con soluzioni figurative locali. I rinvenimenti di Arisdorf studiati da Archäologie Baselland comprendono uno statere e un quarto di statere del III secolo a.C.

Questo è un raccordo documentato per la storia monetaria dell’Europa centrale. Va seguito attraverso emittenti e periodi specifici: non dimostra una continuità diretta dello statere fino al tallero, al marco o alla corona.

Fonti e approfondimenti