Il tallero è una moneta di origine austriaca che prende il nome dalla città di St. Joachimsthaler. La sua nascita risale alla fine del Quattrocento, quando la scoperta di miniere d'argento in Tirolo portò alla coniazione di monete dal peso eccezionale di 31,7 g da parte dell'arciduca Sigismondo.
La diffusione del tallero divenne ampia soprattutto dal 1519, con l'avvio della grande coniazione presso la zecca di Joachimsthal e con il progressivo affermarsi della moneta come standard dell'Europa centrale. Dal suo nome derivano anche molte forme linguistiche successive, compreso il termine “dollaro”.
A seguito della convenzione del 1753 tra Austria e Baviera, il tallero di Maria Teresa (28,27 g, titolo di 833/1000, diametro superiore a 40 mm) divenne una moneta di riferimento nel panorama europeo; grazie ai traffici veneziani si diffuse poi nell'area mediterranea e fino alle coste dell'Africa orientale.
Nel 1890 iniziarono le coniazioni dei “Talleri” presso le zecche di Roma e Milano per la colonia italiana in Eritrea, terminate nel 1896. Il valore intrinseco del tallero era vicino a quello delle 5 lire in argento italiane, dato che il maggior peso compensava il titolo inferiore.