Dracma
Il nominale e i suoi multipli nel mondo greco
La dracma è uno dei principali nominali della monetazione greca, soprattutto in argento. Il nome identifica una unità all’interno di un sistema monetario: peso e valore non furono identici in ogni città e in ogni epoca.
Dracma, oboli e multipli
Nel sistema greco di riferimento una dracma corrispondeva a sei oboli. La didracma valeva due dracme e il tetradracma quattro. Un tetradracma è quindi un multiplo della dracma, anche quando costituisce il nominale più rappresentativo della monetazione di una città.
| Nominale | Dracme | Oboli |
|---|---|---|
| Obolo | 1/6 | 1 |
| Dracma | 1 | 6 |
| Didracma | 2 | 12 |
| Tetradracma | 4 | 24 |
Un nome, diversi standard ponderali
La dracma attica aveva un peso teorico di circa 4,3 grammi, con un tetradracma di circa 17,2 grammi. Nello standard eginetico la dracma era più pesante, intorno a 6,1 grammi. Le differenze non sono semplici varianti dello stesso esemplare: appartengono a sistemi ponderali diversi.
Lo statere non può essere convertito in dracme senza conoscere il sistema: nello standard corinzio lo statere argenteo di circa 8,6 grammi era diviso in tre dracme. Il peso effettivo di una moneta può inoltre discostarsi da quello teorico per produzione, usura o cambiamenti dello standard.
Dalle città ai regni ellenistici
Le monete greche esprimono l’identità dell’emittente attraverso immagini e legende. La monetazione ateniese è nota per Atena e la civetta; altre città adottarono simboli differenti. Le conquiste di Alessandro favorirono una più ampia diffusione dello standard attico, mentre i successori continuarono inizialmente a emettere anche monete nel suo nome.
Per attribuire una dracma o un tetradracma occorre dunque leggere insieme città o autorità, tipi figurativi, legende, peso e periodo. Un ritratto o un nome non bastano a determinare chi abbia effettivamente coniato un esemplare.
Il raccordo con Roma
La monetazione romano-campana documenta il confronto fra Roma e i modelli monetari greci dell’Italia meridionale. La didracma romano-campana va distinta dalla successiva organizzazione romana intorno al denario.