Monete serbe
Storia del dinaro serbo e raccordi con Kosovo e Montenegro
Dalle monete antiche al dinaro medievale
La storia monetaria del territorio serbo comprende monete greche, celtiche e romane, oltre alle emissioni delle zecche imperiali di Sirmium e Viminacium. Nel Medioevo la circolazione bizantina precedette e accompagnò le coniazioni dei sovrani serbi, sviluppatesi dal XIII secolo. Il nome dinaro risale al latino denarius, ma la parentela del nome non conserva il peso o il valore del denario romano. Dopo la conquista ottomana continuarono a circolare monete di provenienze diverse. La storia della moneta della Banca nazionale di Serbia distingue questi contesti dalla valuta nazionale moderna.
Il sistema decimale e la fase jugoslava
Le nuove coniazioni serbe iniziarono nel 1868; la legge del 1873 definì il dinaro diviso in cento para e le monete d’argento entrarono in circolazione nel 1875. La riforma adottò caratteristiche dello standard dell’Unione monetaria latina, senza equivalere a un’adesione formale: il rapporto è analizzato nello studio sulla riforma monetaria serba. Il riconoscimento dell’indipendenza nel 1878 e la nascita della banca nazionale nel 1884 appartengono al consolidamento dello Stato. Dal 1918 la storia proseguì nei sistemi jugoslavi, con trasformazioni istituzionali e monetarie che impediscono di considerare identici tutti i dinari del Novecento.
Le monete serbe del 2003 e i paesi vicini
La galleria illustra 1, 2, 5, 10 e 20 dinari del 2003, emessi dalla Banca nazionale di Serbia per la Repubblica di Serbia anche durante l’unione statale con il Montenegro. La sigla CSD identifica la fase precedente a RSD; non basta quindi il nome dinaro per datare un esemplare. Il raccordo con Kosovo e Montenegro distingue le vicende monetarie dei due territori dalla galleria delle monete serbe.
Monete e caratteristiche
Kosovo e Montenegro: uso dell’euro
Kosovo e Montenegro usano l’euro come valuta interna, pur restando fuori dall’eurozona. Come spiega la Commissione europea, l’uso deriva dalla precedente circolazione del marco tedesco e avviene senza un accordo monetario con l’Unione europea. Non comporta quindi il diritto di emettere monete in euro con proprie facce nazionali: le monete utilizzate provengono dalle emissioni degli altri paesi.
Montenegro: dal perper all’euro
Il Montenegro ebbe una propria monetazione prima della fase jugoslava. Nel 1906 il principe Nicola autorizzò le prime coniazioni in nichel e bronzo; nel 1909 seguirono le monete d’argento con il nome perper e nel 1910 quelle d’oro. Questa monetazione storica va distinta dall’uso delle valute successive e dalle monete serbe del 2003 illustrate sopra. La Banca centrale del Montenegro documenta anche il passaggio recente: dal novembre 1999 il marco tedesco affiancò il dinaro, mentre dal gennaio 2001 rimase l’unico mezzo di pagamento legale. Dal marzo 2002 fu sostituito dall’euro. Il cambiamento monetario precedette dunque l’indipendenza del 2006 e non coincise con un ingresso nell’unione monetaria europea.
Kosovo: dal marco tedesco all’euro
Nel Kosovo amministrato dall’UNMIK, il quadro normativo del 1999 consentì l’uso di valute estere e il marco tedesco divenne il riferimento per i conti e i pagamenti pubblici. La Banca centrale del Kosovo ricostruisce la conversione: dal 1º gennaio 2002 i conti furono trasformati in euro al cambio di 1 euro per 1,95583 marchi tedeschi. Nei primi due mesi dell’anno circolarono entrambe le valute, fino al completamento del cambio alla fine di febbraio. L’adozione dell’euro precedette la dichiarazione d’indipendenza del 2008: non nacque quindi una nuova serie di monete nazionali kosovare in euro.
Vedi anche: Unione Europea · Banca Centrale della Serbia · Banca Centrale del Montenegro · Banca Centrale del Kosovo.









