quaderni di usabilità TILS: Scuola Superiore Guglielmo Reiss Romoli

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Architettura ed Evoluzione del World Wide Web
Architettura di un sistema ipertestuale

Sebbene i vari sistemi ipertestuali hanno adottato soluzioni proprietarie per quanto riguarda le scelte tecniche implementative, si è rapidamente manifestata la necessità della definizione di modelli teorici dell’architettura di un sistema ipertestuale, nell’ottica di definizione di standard per ciascun livello che ne garantiscano l’interoperabilità.

Sebbene sono stati proposti vari modelli [DEB], è possibile schematizzare un sistema ipertestuale in un modello a tre livelli [NIE], che prevede:

un livello database, in grado di contenere le informazioni;
una Hypertext Abstract Machine (HAM), che implementa le funzionalità dell’ipertesto;
un livello presentazione, che permette la visualizzazione delle informazioni all’utente.

Figura 10: modello HAM

Per quanto riguarda il livello database, le soluzioni adottate sono state molteplici, andando da file di documenti ospitati nel file system della macchina all’uso di database relazionali. Inoltre, il database può essere contenuto o su di una singola macchina, o distribuito in rete, come per quanto riguarda Xanadu o i server Web connessi tramite Internet. A questo livello, i nodi ed i link dell’ipertesto sono oggetti senza un particolare significato (es.: file sul disco del server).
Per quanto riguarda l’HAM [CAM], troviamo i componenti necessari per rendere accessibili le informazioni da parte dell’utente. Nel caso del Web, ad esempio, questo compito è svolto dall’insieme degli standard HTTP (per la trasmissione dei comandi relativi al reperimento delle informazioni) ed HTML (per la codifica dell’informazione trasmessa). Questo livello è quello di interesse maggiore per quanto riguarda la standardizzazione dei componenti e delle funzionalità di un sistema ipertestuale. Uno dei primi standard per il livello HAM è stato HyTime [NEW], derivato dallo "Standard Generalized Markup Language" (SGML) [SGM], uno standard ISO del 1986 per il markup dei contenuti, particolarmente diffuso in ambito militare. Anche l’HTML utilizzato nel Web è stato a sua volta derivato dall’SGML.

Il livello presentazione, infine, si preoccuperà di visualizzare all’utente le informazioni recuperate. Nel caso del Web, questo compito è svolto dal browser.

In questa organizzazione è evidente come vi sia una netta separazione tra i documenti contenenti le informazioni (nodi del database), gli oggetti contenenti le informazioni sui legami ipertestuali (link della HAM) e modalità di visualizzazione delle informazioni (formattazione delle informazioni sul monitor). Ad esempio, è essenziale distinguere tra il markup dei contenuti e la visualizzazione degli stessi: una tabella di dati contenuta in un documento deve poter essere marcata in funzione del significato del suo contenuto (es.: dati di bilancio), piuttosto che per le modalità di presentazione (es.: tabelle, istogrammi, ecc.) [XLS].

 

Figura 11: differenti presentazioni degli stessi dati tramite XML/XSL

 

Tutto questo nel Web è stato ignorato, facendo collassare nello stesso contenitore (il file HTML) sia l’informazione, sia i link, sia le informazioni relative alla visualizzazione (utilizzando i tag per il mark-up dei contenuti anche per la visualizzazione). A questa situazione si sta ora ponendo rimedio da un lato con l’evoluzione dell’HTML verso XML (per separare informazioni e link), mentre dall’altro con gli Style Sheet (per separare mark-up dei contenuti e presentazione).