Storia della moneta spagnola prima dell’euro e principali emissioni del periodo contemporaneo.
Il nome peseta, che in spagnolo significa “piccolo peso”, deriva dal peso, già usato per monete da 2 e 4 real nel XVII secolo, oltre a essere stato impiegato in America per indicare il peso da 8 real.
La peseta fu introdotta ufficialmente nel 1868 e sostituì l’escudo nel quadro della riforma monetaria legata al sistema decimale e all’adesione spagnola all’Unione Monetaria Latina.
Le prime monete furono incise da Luis Marchionni, incisore capo della zecca di Madrid dal 1861. Le monete d’oro non furono coniate per la circolazione ordinaria e fu prodotta solo una moneta di prova da 100 peseta.
La prima emissione di monete d’argento risale al 1869 con il valore da 1 peseta. Le monete in bronzo rappresentavano sul fronte la Spagna come figura matronale seduta sulle rocce con un ramo d’olivo.
Con la restaurazione monarchica, la figura di Hispania fu sostituita dall’immagine del re. In seguito si aggiunsero nuovi valori, tra cui il 25 centesimi e la 25 peseta.
Negli anni Trenta, durante la Guerra Civile Spagnola, si ebbero emissioni differenti per Nazionalisti e Repubblicani. Durante il franchismo la peseta fu mantenuta come valuta nazionale e subì una progressiva svalutazione.
A partire dal 1990 la tradizionale impostazione con il capo di Stato al dritto e lo stemma al rovescio fu in parte sostituita da serie commemorative annuali. La peseta uscì definitivamente di scena con l’introduzione dell’euro.
| Governo Provvisorio | Amadeo I |
|---|---|
| 1868 - 1871 | 1871 - 1873 |
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| Prima Repubblica | Stato Spagnolo |
| 1873 - 1874 | 1939 - 1975 |
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