Il denaro, la moneta della riforma monetaria di Carlo Magno

Denaro di Carlo Magno, diritto Denaro di Carlo Magno, rovescio
denaro di Carlo Magno
10 groschen austriaci, diritto 10 groschen austriaci, rovescio
groschen austriaco
1 grosz polacco, diritto 1 grosz polacco, rovescio
grosz polacco

Il denaro è stata la moneta d'argento diffusasi in Europa alla fine del medioevo. L’insicurezza delle vie di comunicazione alla fine dell’Impero Romano e la grave crisi economica nella quale si trovò tutta l’Europa provocarono un drastico ridimensionamento del commercio e degli scambi monetari in Occidente. In un periodo nel quale le monete avevano un valore intrinseco dipendente quasi esclusivamente dalla quantità di metallo prezioso contenuta, l’oro e l’argento necessari per la coniazione erano sempre più rari.

In questo contesto si assistette innanzitutto ad una crescente svalutazione causata dal progressivo impoverimento del titolo delle leghe utilizzate dalle zecche. Inoltre, con la scomparsa di un potere centrale, l'economia e la conseguente circolazione monetaria si confinarono in un ambito sempre più locale; il risultato fu la proliferazione di monete con caratteristiche e valori differenti. L'impostazione dei sistemi monetari rimaneva però quella di Costantino, basata sul soldo d'oro, sul denaro d'argento e sul follis in rame. Data la carenza dell'oro, invece del soldo veniva utilizzato più frequentemente il tremisse, con un valore pari ad un terzo del soldo stesso e con un peso di circa 1 grammo; il valore del denaro d'argento restava fissato come un dodicesimo del soldo.

La proliferazione della coniazione locale delle monete venne fermata con il consolidamento in Europa dell’impero dei Franchi sotto la dinastia dei Carolingi. Con Pipino il Breve, primo re carolingio, venne ripristinato il monopolio reale nella coniazione delle monete. Questo sistema, istituito nel 754-755 con l'editto di Ver, si basava ancora sul soldo d'oro dei romani.

Solo durante il regno di Carlo Magno si ebbe, nel 793-794, la riforma monetaria dalla quale derivarono gran parte dei moderni sistemi europei. Il sistema monetario venne basato sull'argento a causa della scarsa disponibilità d'oro, impiegato ormai solo negli scambi con l'Oriente. La moneta utilizzata da Carlo Magno fu il denaro; il suo valore era fissato a partire da quello della libbra d'argento carolingia, dalla quale venivano coniati 240 denari. Di conseguenza il soldo finiva per avere un peso di circa 1,7 grammi. La libbra rappresentava la base del sistema monetario carolingio e, insieme al soldo, rimaneva soprattutto una moneta di conto, mentre il denaro era la moneta reale effettivamente circolante.

Il rapporto di 1 libbra = 20 soldi = 240 denari fu adottato anche nel Regno di Mercia dal re sassone Offa. Come base, però, non venne presa la libbra, ma direttamente l'equivalente del denaro, che divenne il penny inglese o il pfennig germanico. Grazie all'espansione del Sacro Romano Impero, la struttura del sistema monetario carolingio si diffuse in gran parte d'Europa, influenzando nel lungo periodo sia la famiglia monetaria del franco sia quella della lira.